L’emergenza che stiamo vivendo e le conseguenti limitazioni negli spostamenti ci danno la possibilità di riflettere sul luogo dove nelle ultime settimane abbiamo trascorso praticamente tutto il nostro tempo: lo spazio abitativo. Come professionisti dell’architettura abbiamo deciso di condividere con voi nelle prossime settimane, tramite il Blog all’interno del nostro sito web, delle riflessioni sulle mura domestiche – in questo momento unico scenario possibile – analizzando gli elementi che le compongono e che ne configurano le qualità e i punti deboli, capaci giornalmente di influenzarci e di condizionarci come abitanti di quell’ambiente che chiamiamo casa.

Essendo costretti a trascorrere il nostro tempo all’interno della nostra abitazione possiamo renderci conto di come elementi che vanno dal micro al macro possano influenzare il nostro modo di vivere ed interagire con lo spazio.

La progettazione oltre a subire l’influenza dell’evoluzione tecnologica con l’utilizzo di nuovi materiali e di nuove tecniche ha cominciato ad essere influenzata da altre discipline come la psicologia e la sociologia sia nella piccola che nella grande scala: dalla progettazione del prodotto di design, che tiene conto di caratteri psicologici per accattivare il consumatore moderno, alla progettazione di grandi strutture, per le quali vengono studiati e analizzati nuovi modelli aggregativi,  all’interior design.

Molti sono gli elementi che su diverse scale e in diversi modi possono intervenire nel nostro modo di vivere ed interagire con lo spazio e diventare elementi stressogeni: cattiva distribuzione degli spazi, cattiva gestione della luce naturale e artificiale, cattiva gestione dei colori.

MARIATERESA CAETI